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5a Domenica di Quaresima (Anno C) Giovanni 8, 1-11

Marko I. Rupnik L'adultera - chiesa S. Giovanni Rotondo (2)

In questa V domenica di quaresima sperimentiamo di nuovo la grandezza e la misericordia dell’amore di Dio, che non conosce limiti. Oggi nel vangelo si parla di una donna adultera che riceve il perdono del Signore quando ormai il suo destino è già segnato dai guardiani della legge mosaica, che non lasciano scampo ai peccatori. I tutori di questa legge non sono comunque molto interessati al rispetto delle regole, ma piuttosto alla condanna che Gesù rischia in funzione della risposta alla domanda trabocchetto a lui posta.

Gesù è comunque incurante dei sotterfugi degli interlocutori, come forse il suo gesto sta a significare quando si mette a scrivere per terra. Stando alla colpa della donna, la condanna che le sta per essere comminata è la lapidazione. La sua colpa infatti è grande perché apportatrice di grave disordine e danno alla famiglia, quindi la pena è la morte. Certo, anche tra gli scribi e farisei vi sarà stato chi considerasse severa una siffatta condanna. L’occasione è comunque imperdibile: la condanna di questa donna toglierebbe di mezzo Gesù, fonte di preoccupazione per i capi religiosi, per via delle sue stesse affermazioni ritenute blasfeme: Gesù fa miracoli, si rivela Figlio di Dio, l’Inviato del Padre, Colui che rimette i peccati perché lui stesso è Dio.

Perciò la domanda a lui rivolta dai dottori della legge è questa: “La donna merita la condanna? Tu, maestro, che ne dici?”. Bella domanda, diremmo noi ora. Se Gesù dice si, dov’è finita allora la sua misericordia e il suo amore per i peccatori? Per non parlare poi della sua interferenza verso l’Impero romano cui spettava qualsiasi decisione in merito all’applicazione delle leggi presso il popolo occupato. Al contrario, pronunciarsi contro la legge sarebbe stato squalificante per Gesù che in varie occasioni aveva dichiarato di essere venuto a completare la legge antica e non abolirla.

Lo scrivere di Gesù per terra è emblematico, come volesse dire: “Al solito, l’uomo non perde occasione per giudicare e condannare. Quando smetterà tutto questo, quando accoglierà e comprenderà chi domanda pietà e salvezza?” Ecco allora la frase pronunciata dal Maestro:” Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei.” Sarebbe bastato a tal punto, come previsto, l’intervento di due testimoni per garantire di aver colto la donna in flagrante adulterio. Ma questi non si fanno avanti perché non sono presenti oppure la frase di Gesù li ha indotti a pensare per la prima volta ai loro peccati.

E’ inevitabile ora che sulla scena ciascuno lasci cadere la pietra e vada via. Che grande Maestro Gesù, il più autorevole di tutta la storia, che, in quella frase, manifesta l’amore che solo il suo cuore è capace di esprimere. Gesù ci insegna a essere veri uomini e veri figli di Dio. Grazie Gesù e aiutaci con la forza del tuo Spirito a offrire la nostra mano, la nostra accoglienza e il nostro perdono sempre e a tutti.

Diacono Angelo Amendola

Immagine di Marko I. Rupnik L’adultera – chiesa S. Giovanni Rotondo; preso dal sito Internet.

6 aprile 2019 | Cronache, Spiritualità
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