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DOMENICA DELLE PALME

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Questa domenica è vissuta universalmente come un giorno di ricerca delle pace. I ramoscelli di ulivo o di palma che nel corso degli anni hanno assunto  misure e forme varie e colorate, oggi spesso sono ridotte al rametto di ulivo custodito dentro una bustina di plastica: comunque, sia la palma intrecciata in forme artistiche, sia il ramo grande ricoperto di dolci e di fiori, sia il rametto, tutti dicono la stessa cosa. Il desiderio della pace. Questo desiderio ci riconduce alla sorgente della pace. Ci porta a Gesù, intorno al quale vediamo ogni anno ripetersi quell’evento straordinario che lo consacrò re della pace. Non sappiamo chi sia stato, ma ci fu uno che ricordando le parole del profeta, andò a cercare un asinello per farci salire Gesù e fare così la sua entrata …solenne a Gerusalemme. Diremmo un po’ infantile, un po’ ridicola: quale re fa il suo ingresso su un asino? Gesù è un re molto diverso dagli altri. Gesù non indossa armature, non ha la spada al suo fianco, non ha un cavallo, né un cocchio…avrà una corona di spine e i soldati lo benderanno per colpirlo e salutarlo dicendo: Salve re dei Giudei, indovina chi ti ha percosso?
Alla fine anche Pilato, che mostra la sua debolezza cedendo alle richieste dei sommi sacerdoti, fa scrivere la motivazione della condanna con la quale riconosce a Gesù una speciale regalità: Gesù Nazareno re dei Giudei. Ma Gesù stesso l’aveva detto e ripetuto: quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me. La sua regalità, la potente attrazione che anche oggi continua a manifestarsi attraverso le palme che agitiamo, è una regalità disarmata. Gesù inventa una maniera di essere re con la quale rivelala grandezza di Dio e il suo amore verso di noi. Un re che dona la vita, nell’umiltà, senza reazioni violente quando viene accusato o quando viene colpito, mansueto come l’agnello o come l’asinello che cavalca. Il nostro re, in groppa all’asinello o dall’alto della croce ci manda il medesimo messaggio: la pace acquistata con il mio sangue, è il dono per voi. Siate miei discepoli, siate miti e umili di cuore. Sarà una Pasqua bellissima, se ci scambieremo questo augurio e se cercheremo di viverlo non soltanto durante questa settimana. Troviamo allora il coraggio per portare la palma della pace ai nostri amici e anche a chi non è amico. Accettiamo il rametto dalle persone amiche e anche dagli avversari. Sempre è possibile creare una relazione attraverso la palma benedetta.
Buona settimana santa.
Padre Vincenzo Molinaro Omd
13 aprile 2019 | Cronache, Spiritualità
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